Quante volte ci è capitato di partecipare a riunioni di lavoro o anche della nostra società sportiva, dove l'unico risultato evidente era un nulla di fatto ?
Ecco un ottimo decalogo per chi le deve organizzare !!!
Attraverso i pareri di manuali ed esperti, il Guardian compone una specie di decalogo di come organizzare una riunione, se proprio non se ne può fare a meno.
Eccolo: 1) Verificare che non ci sia un'alternativa migliore . Se la risposta alla domanda, perché ci riuniamo, è "perché ci riuniamo tutti i lunedì mattina", non riunirsi più. 2) Avere un'agenda per la riunione e condividerla con i partecipanti prima che la riunione cominci. Mandare a tutti una lista degli argomenti da discutere, con l'ordine in cui saranno discussi e quello che si spera di ottenere dalla discussione. 3) Tenere il numero dei partecipanti il più basso possibile. Una riunione può servire a qualcosa se vi partecipano sei persone. Al massimo, dieci persone. 4) Avere uno "scriba" che prende nota delle cose dette alla riunione, poi le riassume in un memorandum e le manda ai partecipanti. 5) Evitare il sistema di interventi tipo "tavola rotonda", in cui, sui dieci presenti, uno alla volta tutti prendono la parola per riferire quello che stanno facendo. Significa che, in ogni momento della riunione, almeno nove partecipanti non hanno niente da fare. 6) Cominciare la riunione in orario e finirla all'ora prefissata. 7) A meno di clamorose emergenze, non farla mai durare, al massimo, più di un'ora. 8) Evitare le distrazioni, dunque telefonini e blackberries spenti, vietare a chi è seduto davanti a un computer di controllare ogni due minuti le email. 9) Non sedersi sempre agli stessi posti: cambiare sedia e posizione contribuisce a mantenere un po' più viva l'attenzione. 10) Concentrarsi su quello che viene detto. Sembra un suggerimento banale, ma la tentazione di pensare ad altro è irresistibile. E, se proprio uno non riesce a fare attenzione, usare il tempo della riunione per fare meditazione trascendentale. Almeno ne uscirà più fresco, riposato e pronto a lavorare meglio. Almeno la riunione non sarà stata uno spreco totale.
Il decalogo è tratto da un interessante articolo della repubblica.
Il nostro modo di fare Judo
Il nostro scopo è la promozione, e lo studio del Judo in tutte le sue forme ed i suoi aspetti. Le competizioni ( l'agonismo ) è solo uno, e da noi non viene molto sviluppato, anche se lo consideriamo parte integrante dell'esperienza del judoka.
Come nei migliori intendimenti del prof. Kano (fondatore del Kodokan Judo), attraverso lo studio delle tecniche di attacco e difesa desideriamo raggiungere il benessere fisico e mentale. Parlare di attacco e difesa, non deve turbare gli animi più tranquilli. La semplice azione di spingere o tirare con una o entrambi le mani, o tentare di pestare un piede, è già un buono spunto per incominciare a fare dei semplici esercizi di judo. Con la pratica di questi esercizi, in poco tempo si raggiungerà il benessere fisico e mentale, mentre solo la costanza nello studio potrà negli anni renderci padroni delle tecniche di judo.
Come nei migliori intendimenti del prof. Kano (fondatore del Kodokan Judo), attraverso lo studio delle tecniche di attacco e difesa desideriamo raggiungere il benessere fisico e mentale. Parlare di attacco e difesa, non deve turbare gli animi più tranquilli. La semplice azione di spingere o tirare con una o entrambi le mani, o tentare di pestare un piede, è già un buono spunto per incominciare a fare dei semplici esercizi di judo. Con la pratica di questi esercizi, in poco tempo si raggiungerà il benessere fisico e mentale, mentre solo la costanza nello studio potrà negli anni renderci padroni delle tecniche di judo.
mercoledì 28 aprile 2010
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