Il nostro modo di fare Judo

Il nostro scopo è la promozione, e lo studio del Judo in tutte le sue forme ed i suoi aspetti. Le competizioni ( l'agonismo ) è solo uno, e da noi non viene molto sviluppato, anche se lo consideriamo parte integrante dell'esperienza del judoka.
Come nei migliori intendimenti del prof. Kano (fondatore del Kodokan Judo), attraverso lo studio delle tecniche di attacco e difesa desideriamo raggiungere il benessere fisico e mentale. Parlare di attacco e difesa, non deve turbare gli animi più tranquilli. La semplice azione di spingere o tirare con una o entrambi le mani, o tentare di pestare un piede, è già un buono spunto per incominciare a fare dei semplici esercizi di judo. Con la pratica di questi esercizi, in poco tempo si raggiungerà il benessere fisico e mentale, mentre solo la costanza nello studio potrà negli anni renderci padroni delle tecniche di judo.

giovedì 9 settembre 2010

Judo e la qualità dell'insegnamento in Giappone.

Cercando informazioni su un luogo che ho visitato questa estate in Giappone ( Matsumoto ), mi sono imbattuto in un interessante articolo del Japan Times che invito  tutti i miei colleghi insegnanti e coloro che sono coinvolti nel mondo del Judo a leggere e successivamente a rifletterci.
Non nascondo che, con questo post, rischio di portare cattiva luce alla nostra già bistrattata disciplina, ma non trovo giusto censurare una notizia così preoccupante dalla terra natia della nostra amata disciplina.

L'articolo,  è il seguente : " 108 school judo class deaths but no charges, only silence - Fatalities since '83 highest rate in any sport; brain injuries abound "  ossia " 108 morti in classi di Judo, nessuna accusa, solo silenzio - Dal 1983 il più alto tasso di decessi rispetto ad altri sport, abbondano i casi di  lesioni celebrali. "

L'interessante articolo collega alcuni tragici incidenti in sedute di allenamento di judo con la tendenza nelle palestre giapponesi di trascurare le basilari norme di sicurezza. Dalle allarmanti statistiche riportate nell'articolo, emergono due tragiche considerazioni : la prima è che questo tipo di lesioni provengono dalla pratica del judo nelle scuole, la seconda  è che le statistiche sono allarmanti doppiamente perché non hanno paralleli in altre nazioni sviluppate. 
 Nell'articolo un certo Dr. Ryo Uchida dell' Universita dell'educazione di  Aichi  dice :
"Nel corso del periodo di 27 anni tra il 1983 e il 2009, 108 studenti di età compresa tra i 12 e 17 anni, sono morti a causa di incidenti judo nelle scuole giapponesi, una media di quattro all'anno. Questo è più di cinque volte superiore a qualsiasi altro sport. Circa il 65 per cento di questi decessi è venuto da lesioni cerebrali. Questa è la prova evidente di una tendenza pericolosa nelle scuole giapponesi."
Allo scopo, in Giappone è stato fondatao il JJAVA l'associazione Giapponese sulle vittime da incidenti di Judo, la sua missione è quella di sostenere le vittime di incidenti judo e le loro famiglie, e di accrescere la sicurezza del judo. Inviterei chiunque ad aprire un dibattito sulla questione. Commenti sono ben accettati.


 

3 commenti:

  1. Notizie preoccupanti ed allarmanti, soprattutto vista l'eco che possono avere. Come abbiamo sentito più di una volta, non è una disciplina semplice, non giochiamo a palla. Secondo me però quest'affermazione non va presa solo nel senso letterale, ma nasconde un profondo impegno morale.
    è un peccato quando uno dei due principi, Jita-kyoei, viene meno, anche e soprattutto in Giappone

    Giorgio

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  2. Questo Giappone delle arti marziali così mitizzato nelle palestre nostrane. Eppure la tradizione della Lotta in Italia non è seconda a quella del Judo. Ma il judo di provincia, la maggior parte del judo nostrano, resta con lo sguardo fisso alla tradizione culturale giapponese con un'enfasi sproporzionata per la gerarchia dei Dan, dei colori di una cintura che diventa nera per riproporsi bianca e rossa, eppoi ancora rossa e chissà mai se qualcuno indosserà mai di nuovo quella bianca. Un mondo anacronistico e che garantisce un potere spropositato alla gerarchia degli istruttori, strettamente tecnica, istruttori che non saranno mai né insegnanti, né "maestri". Perché pedagogia e esperienza di vita sono tutt'altra cosa che la conoscenza di un Kata. Il sistema sta collassando proprio dal Giappone? Ma il Giappone ha da sempre vissuto contraddizioni culturali profonde.
    E i samurai sono un mito solo per la cinematografia. Cionostante, l'esercizio motorio accresce, sono studi consolidati, lo sviluppo dei neuroni e delle sinapsi, soprattutto negli sport situazionali. Ma tutto dipende dall'adulto-insegnante che il ragazzo incontra in palestra o sul campo di gioco, perché la testa la si può perdere senza neanche sbatterla.
    Il vostro blog mi piace proprio, sa di intelligenza e cultura.
    con simpatia
    Sante Giannocccaro
    www.vettorelotta.blogspot.com

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  3. Gentile maestro, la ringrazio per le belle parole e condivido pienamente ciò che dice. Noi ora stiamo assistendo in Giappone a cosa vuol dire la ricerca incessante della vittoria e a che tragiche conseguenze può portare, ma le diversità culturali e di comportamento sono così profonde che difficilmente qui ci sarebbe un allievo disposto ad andare avanti con allenamenti pesanti contro la sua volontà. Qui al massimo, al contrario del Giappone, lo scellerato insegnante avrebbe le palestre vuote ! Per quanto riguarda il judo nostrano con tutti i suoi difetti, per la mia poca esperienza, è figlia dell'arrivismo e del poco lavorare in materassina, e a questo proposito la saluto citando un mio amico e maestro che ogni volta che lo sento mi ripete sempre la stessa frase : "Ogni tanto anche noi dobbiamo smettere i panni dell'insegnante e ritornare allievi."

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